Offerte di lavoro truffa: come difendersi

Offerte lavoro truffa

Offerte lavoro truffaTra le migliaia di offerte di lavoro che ogni giorno ci vengono proposte su internet o sui quotidiani nella maggior parte dei casi si nascondono delle vere e proprie truffe; a volte dietro annunci che non sono proprio offerte di lavoro si celano espedienti per derubare denaro. Siamo in grado di capire quando dietro un’avvenente offerta di lavoro si nasconde una truffa? I disonesti sono dietro l’angolo, in ogni veste solo con lo scopo di accaparrare guadagni, ignorando completamente la fragilità dei malcapitati che credono di aver trovato un lavoro, disposti, pur di uscire da una situazione precaria, a correre rischi, pagare e coinvolgere parenti e amici nel “malaffare”.

Cerchiamo di imparare a interpretare i campanelli d’allarme; quando un annuncio di lavoro presenta una o più di una delle caratteristiche sotto descritte è il caso di darsela a gambe levate.

  • L’annuncio è in forma anonima, l’articolo 9 del Decreto Legislativo n. 276 del 2003 dice che è illegale pubblicare annunci lavorativi in forma anonima.
  • L’offerta di lavoro ci arriva via email, da uno sconosciuto, e contiene un link o una richiesta dei nostri dati personali, spesso si tratta di una truffa chiamata phishing (magari per estorcerci i nostri dati bancari).
  • L’annuncio non spiega che tipo di lavoro viene offerto ed è indicato solo il contatto di qualcuno per saperne di più.
  • Non riusciamo a sapere il nome dell’azienda. Solo le agenzie interinali sono autorizzate e inserire un annuncio senza fare riferimento al nome dell’azienda. In ogni caso deve essere presente una buona descrizione del settore in cui opera la società e dell’attività che svolge, iscrizione CCIAA o partita iva. Possiamo, comunque, informarci della serietà della suddetta agenzia del lavoro attraverso richiesta di certificazione.
  • Ci viene richiesto di sostenere spese iniziali per ottenere il lavoro ad esempio, per acquistare attrezzature o per sottoscrivere abbonamenti.
  • Nella maggior parte dei casi non si parla di retribuzione, ma solo di generici guadagni, mai precisi.
  • Non vengono richieste competenze ma solo la volontà di impegnarci per costruire il nostro futuro.
  • L’annuncio riporta solo un numero di cellulare, o un account messenger o skype, o un indirizzo e-mail generico invece di uno aziendale.

Non è certo che uno di questi annunci presentati in uno dei modi sopraelencati nasconda una truffa, ma è sempre opportuno guardare con occhio critico prima di rispondere all’offerta.

Ma quali sono le truffe più ricorrenti che si impastano con le offerte di lavoro?

  1. Multi-level marketing: nella formula in cui chi diventa partner dovrebbe procurare a sua volta nuovi clienti all’attività, reclutando altre persone e facendo sottoscrivere loro contratti o accordi simili a quello che ha sottoscritto lui. In questi sistemi il guadagno è solo degli ideatori, perché lo schema non è sostenibile. Ricordiamo che l’articolo 5 della Legge n. 173 del 2005 giudica, in Italia, illegali i meccanismi definiti Multi-level marketing, Network Marketing, Marketing piramidale, catene di Sant’Antonio o schemi di Ponzi, nel momento in cui il guadagno deriva principalmente dal reclutamento di nuovi soggetti.
  1. Club, circoli e associazioni di acquisto e shopping: ci viene offerta una tessera, a pagamento, che ci permette di ottenere sconti di vario tipo, e dei compensi se faremo sottoscrivere la tessera a qualcun altro, con ulteriori promesse di guadagni dagli iscritti sotto di voi.
  1. Trasferimenti di denaro: chi ci offre commissioni per far transitare denaro sui nostri conti correnti, senza ombra di dubbio sta cercando di coinvolgerci in un’operazione di riciclaggio, con il rischio di inciampare in una denuncia.
  1. A volte ci viene comunicato di aver superato il colloquio o comunque la fase iniziale della selezione con lo scopo di convincerci a frequentare un corso a pagamento che non ci garantisce nessuna assunzione, in quanto le aziende serie, se scelgono collaboratori non formati, pagano a proprie spese la formazione dei propri dipendenti.
  1. Annunci di lavoro nello spettacolo: sedicenti registi o manager televisivi propongono a volte servizi fotografici o provini a pagamento, con l’unico scopo di farci pagare il book fotografico.
  1. Vendite porta a porta: quelle in cui si promette al candidato un compenso fisso o un inquadramento come dipendente, mentre, nel concreto, si offre un posto di venditore a domicilio, che se nulla vende nulla guadagna.
  1. Call center outbound: si basa sullo stesso principio di quella dei venditori porta a porta; si pubblica un annuncio in cui si ricerca personale amministrativo, mentre, di fatto, si cercano operatori che telefonino per vendere prodotti o far sottoscrivere offerte; i compensi sono molto bassi, a fronte di provvigioni che crescono in base all’invendibilità del prodotto.
  2. Lavoro a domicilio: solo quelli in cui si richiede del denaro in cambio dell’invio di un kit per lavorare o dell’apertura di un account per vendere prodotti; il principio è lo stesso che sostiene il marketing piramidale: ci guadagna solo chi è in cima alla piramide.
  3. Guadagnare con i questionari: in questa truffa, molto diffusa, si illudono i malcapitati con la promessa di alti guadagni in cambio della compilazione di lunghissimi questionari; alla fine chi guadagna è solo l’azienda, che vende i dati personali a caro prezzo.

Come possiamo difenderci dall’ombra della truffa nascosta dietro l’offerta di lavoro che ci viene avanzata?

Di seguito alcuni consigli utili da tenere sempre a mente:

  • Cerchiamo di informarci sull’azienda, sia attraverso il loro sito internet che tramite altri canali.
  • Cerchiamo su Google il nome dell’azienda insieme con la parola “truffa”, e controlliamo i risultati o se ci sono delle recensioni positive.
  • Cerchiamo il nome dell’azienda insieme con le parole “multi level marketing”, “network marketing”, per evitare di finire in qualche assurda catena di Sant’Antonio.
  • Chiediamo sempre i riferimenti delle persone con cui parliamo.
  • È un vostro diritto informarci sul lavoro per cui ci stiamo candidando, quindi sciogliamo qualsiasi dubbio ci venga in mente.
  • Chi ci chiede i nostri dati personali, è obbligato a mostrarci una copia dell’informativa sulla privacy, la quale deve riportare tutti i dati del responsabile.
  • Prima di cominciare qualsiasi incarico, pretendiamo sempre una copia scritta del contratto, timbrata e firmata dal datore di lavoro. Quest’ultimo punto è importante nel caso in cui sia previsto un periodo di prova non retribuito, questo non significa perdere tutti gli altri diritti che sono garantiti da un contratto di lavoro regolare.
  • Diffidare dagli annunci nei quali si parla di altissimi guadagni a fronte di poche ore di lavoro o di un impiego che non richiede grandi specializzazioni: nessun’azienda regala denaro.

Chi ci offre un lavoro deve sforzarsi di essere il più trasparente possibile, per potersi distinguere da chi nasconde attività poco limpide o illegali dietro quelli che solo in apparenza sembrano annunci di lavoro.

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