Equitalia è una Società per Azioni che dal marzo 2007 svolge attività di riscossione delle imposte a livello nazionale, e per conto dei comuni l’ha svolta fino a gennaio 2013, impegnando circa ottomila impiegati. In passato la riscossione delle imposte era affidata in concessione a una quarantina di società di recupero crediti e agli istituti bancari.
Il compito di Equitalia è quello di inviare cartelle di pagamento ai contribuenti che non hanno versato gli importi dovuti nei modi e nei tempi stabiliti, aggiungendo interessi e sanzioni.
La procedura, semplificando al massimo, è la seguente: Equitalia invia la cartella di pagamento al contribuente il quale ha sessanta giorni di tempo per il ricorso, a distanza di un mese dalla scadenza dei termini del ricorso ha inizio, oltre al conteggio giornaliero degli interessi, la riscossione coattiva, cioè quella forzata. Gli agenti incaricati della riscossione lo notificano all’interessato con una raccomandata, ma la procedura si attiva dopo sei mesi. Equitalia ipoteca i beni immobili del debitore, blocca le sue auto tramite fermo amministrativo e in casi estremi pignora i beni immobili e a volte anche i conti correnti e gli stipendi.
Equitalia è una società pubblica di proprietà per il 51% dell’Agenzia delle Entrate e per il 49% dell’INPS.
Il Gruppo Equitalia si compone come segue:
- Equitalia S.p.a., che è il capogruppo ed ha funzioni prevalentemente strategiche, di indirizzo e controllo dell’attività degli agenti della riscossione;
- Equitalia Servizi, supporta gli agenti della riscossione sia come fornitore di soluzioni tecnologiche sia come interfaccia con gli enti;
- Equitalia Giustizia si occupa della riscossione delle spese di giustizia e delle pene pecuniarie conseguenti ai provvedimenti giudiziari passati in giudicato o diventati definitivi dal 1º gennaio 2008;
- tre Agenti della riscossione, presenti su tutto il territorio nazionale che si occupano degli aspetti operativi della riscossione, gestendo gli sportelli e i rapporti con i contribuenti e con gli enti, esclusa la Sicilia in cui la cui società che si occupa delle riscossioni si chiama Riscossioni Sicilia S.p.A.
Equitalia guadagna il 9% del totale delle somme incassate, che servono per coprire i costi per una parte e una parte della somma va alle amministrazioni statali a cui è dovuta l’imposta.
Per combattere l’evasione fiscale Equitalia si pone i seguenti scopi per un’efficace riscossione dei tributi dovuti:
- formare insieme all’Agenzia delle Entrate un corpo unico per l’accertamento e riscossione, a mezzo ruolo, per potenziare la riscossione e migliorare il rapporto con il contribuente;
- migliorare le operazioni di riscossione coattiva;
- relazionarsi con il contribuente per ottenere risultati più positivi.
Nonostante gli obiettivi preposti, Equitalia è molto criticata negativamente e ha subito diversi attacchi a svariate sedi e con modalità più o meno gravi. Ci sono giunte notizie di suicidi da parte di cittadini che non sono riusciti a pagare i debiti verso la società, è tutto ciò perché ha tempi amministrativi lenti che fanno lievitare enormemente gli interessi che hanno un elevato tasso, e il ricorso al pignoramento dei beni mobili e immobili, tanto che qualche contribuente si è ritrovato una ipoteca senza saperlo solo per aver preso sotto gamba un debito irrisorio nei confronti della società.
Equitalia svolge due varietà di riscossioni:
- Riscossione attraverso ruolo, cioè con invio di una cartella di pagamento o accertamento;
- Riscossione senza ruolo, cioè versamento da parte del contribuente.
Ad Equitalia viene recapitato telematicamente un elenco di nomi dei contribuenti debitori dai diversi Enti come Agenzia delle Entrate, INPS, Regioni, Province e Comuni ed essa invia una comunicazione che segnala il debito che deve essere pagato e il termine entro il quale deve essere saldato, inoltre, include i bollettini con le modalità di pagamento.
Trascorsi 60 giorni dalla comunicazione, se il contribuente non ha pagato il debito dovuto, Equitalia sollecita il pagamento e se questo non va a buon fine occorre l’intervento dell’agente di riscossione che avvia le procedure cautelari come ad esempio il pignoramento delle proprietà, che comunque non può riguardare la prima casa se è l’unico immobile non di lusso posseduto in cui il soggetto risiede o l’accensione di ipoteche, che può essere iscritta per debiti superiori a ventimila euro, il contribuente si fa carico anche degli interessi di Equitalia per il recupero coattivo del debito. Per individuare i beni del debitore Equitalia può accedere all’anagrafe tributaria.
Per evitare le azioni cautelari di Equitalia si può richiedere la rateizzazione del debito, che prevede, nella procedura ordinaria, un massimo di 72 rate mensili, che si possono prorogare per altre 72 rate; invece nella procedura straordinaria sono previste un massimo di 120 rate mensili che si possono prorogare per altre 120 rate.
In caso di mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, non si potrà più beneficiare della rateizzazione.
Il Governo ha in progetto, entro la fine del 2016, di varare un decreto per cambiare il rapporto tra il fisco e i contribuenti che prevede l’abolizione di Equitalia.
Precisiamo, subito, che se ciò accadesse o quando accadrà, non vuol dire che non saremo più tenuti a pagare le multe o la cancellazione delle cartelle di pagamento e dei debiti iscritti a ruolo, semplicemente la riscossione sarà affidata a qualcun altro con modalità più semplici e meno persecutorie, anche dal punto di vista psicologico, per i contribuenti.
Si tratta di una ipotesi di riorganizzazione di tutto il sistema della riscossione che cercherà di avvicinarsi, in maniera delicata e semplice, al cittadino, ipotizzando, per esempio, di semplificare l’invio delle cartelle di pagamento tramite email piuttosto che con raccomandata cartacea.
Sarà possibile entro la fine del 2016 salutare la temuta società Equitalia, considerando, come abbiamo detto all’inizio, che impiega ottomila dipendenti e gestisce svariati miliardi di euro? L’operazione non sembra facile da realizzare in pochi mesi, noi diamo una risposta con le note di una vecchia canzone: “chi vivrà, vedrà!”
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