Per il 2017 raddoppiano gli stanziamenti antiusura che il ministero del Tesoro mette annualmente a disposizione di Confidi e Terzo Settore che quest’anno ammontano a venticinque milioni di euro. I fondi servono per facilitare l’accesso al credito di famiglie e imprese maggiormente esposte al rischio usura a causa di difficoltà economiche.
Parliamo del finanziamento del Fondo di prevenzione dell’usura del Dipartimento del Tesoro, finalizzati alla concessione di garanzie. I contributi sono ripartiti sulla base di indicatori che tengono conto dell’efficienza nella capacità di utilizzo dei fondi riscontrata in passato e dell’indice del rischio usura presente nell’ambito territoriale dove opera l’ente assegnatario.
Il moltiplicatore medio misurato fino a oggi è pari a 3,2 a fronte dei 600 milioni del Fondo e sono stati garantiti prestiti per un importo complessivo di 1,9 miliardi di euro. Nel 2016 le risorse assegnate al Fondo antiusura sono state pari a 12 milioni, quasi la metà rispetto ai 25 milioni del 2017. L’ammontare dello stanziamento del Fondo varia di anno in anno a seconda degli incassi da sanzioni amministrative antiriciclaggio e valutarie in base all’articolo 1, comma 385, della Legge n. 266 del 2005 e delle eventuali restituzioni per inattività biennale dell’ente in base all’articolo 1, comma 386, sempre della Legge n. 266 del 2005. Ricordiamo che in Italia esiste un efficace sistema di rilevazione delle violazioni della normativa antiriciclaggio e un circolo virtuoso che permette la riutilizzazione in funzione sociale delle sanzioni riscosse.
In base agli ultimi dati Eurispes, il mercato dell’usura in Italia vale 82 miliardi di euro. Per quanto riguarda le imprese, le categorie più colpite sono commercianti, piccoli artigiani, aziende dell’agricoltura. Il 10% delle imprese agricole italiane nel 2015 ha chiesto un prestito a un usuraio, per una somma totale pari a 2,25 miliardi, situazione simile anche per il commercio e i servizi, con un totale prestato pari a 5 miliardi.
Le Regioni a maggior rischio restano quelle del Sud e le isole, ma il fenomeno è in rapida espansione anche nel Centro, tanto che la città più colpita dall’usura nel 2015 è stata Parma.
Il Fondo antiusura si estende anche alle imprese vittime dei cattivi pagatori, tanto che il Senato ha accolto le richieste di Confartigianato per rispondere al fenomeno che vede coinvolto un gran numero di imprenditori in Italia. Il riferimento normativo è al decreto Legge n. 59 del 2016 “Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione”.
Confartigianato aveva presentato alla Commissione Finanze del Senato due emendamenti al Decreto banche (DL 59/2016) chiedendo l’estensione dell’operatività del Fondo di solidarietà antiusura alle imprese vittime di mancati pagamenti con l’obiettivo di salvare gli imprenditori che finivano nel pagare le conseguenze dei debiti e dei fallimenti delle aziende committenti.
Il sostegno del Fondo antiusura consentirebbe ai piccoli imprenditori di spezzare la catena di sudditanza che li lega ai loro debitori e finisce per trascinarle verso il fallimento dell’azienda.
Questo è un problema che merita molta attenzione, per questo una prima risposta doveva venire dal Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti, che è stato istituito con la Legge di Stabilità presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Nelle more dell’emanazione del decreto interministeriale che deve dare attuazione a questo Fondo è stata accolta la sollecitazione di Confartigianato e presentato un emendamento al Decreto Banche che permette di estendere l’applicazione del Fondo antiusura agli imprenditori e lavoratori autonomi vittime incolpevoli di mancati pagamenti di crediti commerciali per reati di truffa aggravata, insolvenza fraudolenta, estorsione, false comunicazioni sociali a danno dei creditori.
Si mette uno stop alle piccole e medie imprese in crisi per colpa dei mancati pagamenti da parte di imprese debitrici, questo è quanto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 290 del 2016, il decreto 17 ottobre 2016 del Ministero dello Sviluppo Economico, emanato di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che disciplina i limiti, i criteri e le modalità per la concessione e l’erogazione di finanziamenti agevolati disposti dalla legge n. 208 del 2015 volti a ripristinare la liquidità delle piccole e medie imprese beneficiarie che risultano in crisi per i mancati pagamenti da parte di imprese debitrici imputate di azioni delittuose.
Ad istituire il Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti è stato l’articolo 1, comma 199, della legge n. 208 del 2015 (la cosiddetta Legge d Stabilità 2016). Le azioni delittuose alle quali si fa riferimento sono estorsione, truffa, insolvenza fraudolenta e false comunicazioni sociali.
Le piccole e medie imprese richiedenti ammissione ai finanziamenti agevolati dovranno essere, alla data di presentazione della domanda in una situazione di potenziale crisi di liquidità a causa di mancati pagamenti da parte delle imprese debitrici, regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese e nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in stato di scioglimento o liquidazione e non sottoposte a procedure concorsuali per insolvenza o ad accordi stragiudiziali o piani asseverati o ad accordi di ristrutturazione dei debiti.
L’importo del finanziamento concesso non potrà essere:
- superiore alla somma dei crediti documentati e non pagati vantati dalla piccola e media impresa beneficiaria nei confronti delle imprese debitrici alla data di presentazione della domanda;
- superiore alle capacità di rimborso della stessa piccola e media impresa beneficiaria;
- superiore a 500.000 euro.
Il finanziamento sarà a tasso zero e di durata non inferiore a tre anni e non superiore a dieci anni, comprensiva di un periodo di preammortamento massimo di due anni. Per la presentazione delle domande bisogna attendere la circolare del Ministero che conterrà il modello di domanda, le modalità, i termini di presentazione delle domande e documenti da presentare.
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