Credito d’imposta in Agricoltura per l’e-commerce

Credito d'imposta per imprese agricole

Credito d'imposta per imprese agricoleScopriamo oggi come funziona il credito d’imposta per incentivare l’e-commerce nel settore agricolo.

Il Ministero delle Politiche Agricole con la Circolare n. 76690/2016 ha modificato le istruzioni per accedere al credito d’imposta per le reti di impresa in agricoltura, per incentivare la creazione di nuove reti di imprese, ovvero lo svolgimento di nuove attività da parte di reti di imprese già esistenti.

Lo scopo di questa agevolazione è di sostenere il Made in Italy e incentivare la creazione di nuove reti di imprese tra le imprese appartenenti al settore dell’agricoltura, della pesca, dell’acquacoltura e del comparto agroalimentare, nonché lo svolgimento di nuove attività da parte di reti di imprese già esistenti.

Innanzitutto definiamo cosa sono i contratti di rete e il credito d’imposta.

Il contratto di rete tra imprese è stato introdotto nell’ordinamento italiano nel 2009 con l’obiettivo di permettere a tutti i soggetti coinvolti di accrescere la reciproca capacità innovativa nonché la competitività sul mercato. Con questo contratto le aziende si obbligano a esercitare in comune una o più attività economiche che rientrino nei rispettivi oggetti sociali.

Il credito d’imposta è qualsiasi credito che il contribuente vanta nei confronti delle casse dell’erario dello Stato. Nel caso in cui si verificasse questa situazione questo credito può essere utilizzato per andare a compensare eventuali debiti, per il pagamento delle imposte dovute e se ne richiede il rimborso nella dichiarazione dei redditi.

L’agevolazione per incentivare la creazione di nuove reti di imprese è riconosciuta sotto forma di credito d’imposta nella misura del 40% delle spese per i nuovi investimenti sostenuti per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera, fino ad un massimo di 400.000 euro.

Le spese che possono essere ammesse per nuovi investimenti, compresi in un programma comune di rete, per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera, sono riferite alle seguenti:

  • costi per attività di consulenza e assistenza tecnico-specialistica prestate da soggetti esterni all’aggregazione in rete, per la costituzione della rete, per la redazione del programma di rete e sviluppo del progetto;
  • costi in attivi materiali per la costruzione, acquisizione o miglioramento di beni immobili e per l’acquisto di materiali e attrezzature;
  • costi per tecnologie e strumentazioni hardware e software funzionali al progetto di aggregazione in rete;
  • costi di ricerca e sperimentazione;
  • costi per l’acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali;
  • costi per la formazione dei titolari d’azienda e del personale dipendente impiegato nelle attività̀ di progetto;
  • costi per la promozione sul territorio nazionale e sui mercati internazionali dei prodotti della filiera;
  • costi per la comunicazione e la pubblicità “riferiti alle attività” della rete. In questo caso l’agevolazione è concessa esclusivamente nei limiti del “de minimis”, alle condizioni stabilite dai regolamenti (UE) n. 1407/2013, n. 1408/2013 e n. 717/2014.

Le spese devono riferirsi a nuovi investimenti, regolarmente fatturate e quietanzate, realizzate per il periodo di imposta dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, fatte salve le spese propedeutiche alla costituzione della rete di imprese che possono essere anche antecedenti. Le spese per l’acquisto di macchinari e attrezzature sono ammesse al massimo fino al loro valore di mercato. L’IVA non è ammissibile, se non nel caso in cui non sia recuperabile, ovvero sia indetraibile, ai sensi della legislazione nazionale sull’IVA.

Il pagamento delle spese deve essere effettuato esclusivamente attraverso il sistema SEPA ed i titoli di spesa devono riportare nella dicitura un riferimento esplicito al credito d’imposta previsto a valere sul DM n. 272 del 2015.

Le imprese sono tenute a conservare tutta la documentazione giustificativa riferita alle spese rendicontate per i 5 anni successivi alla chiusura dell’ultimo periodo d’imposta a cui si riferiscono le spese oggetto di agevolazione.

Per richiedere l’ammissione all’incentivo le imprese partecipanti al contratto di rete dovranno presentare le domande, per il tramite dell’impresa capofila, alla Direzione generale per la promozione della qualità̀ agroalimentare e dell’ippica, Ufficio Politiche di filiera (PQAI III), dal 20 febbraio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di realizzazione degli investimenti.

La domanda di concessione delle agevolazioni, debitamente compilata, deve essere redatta utilizzando, a pena di inammissibilità, la seguente modulistica:

  • Modulo di domanda di attribuzione del credito di imposta;
  • Attestazione delle spese sostenute per l’attribuzione del credito di imposta.

L’istanza di concessione del credito di imposta, firmata digitalmente, pena la nullità, deve essere presentata dall’impresa capofila della rete, all’indirizzo PEC [email protected], in formato “p7m” a seguito di sottoscrizione del titolare, del legale rappresentante o del procuratore speciale, nel rispetto di quanto disposto dal Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005 e successive modificazioni e integrazioni e deve riportare il seguente oggetto “DM272RI-PARTITAIVAIMPRESACAPOFILA”

L’istanza viene esaminata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che verificano la completezza delle informazioni e la loro conformità “ai requisiti di ammissibilità” previsti dalla normativa, l’ammissibilità delle spese e determinano, nel rispetto del limite di spesa rappresentato dalle risorse disponibili per l’anno di riferimento, l’ammontare del credito d’imposta concedibile a ciascuna impresa.

Nel caso in cui l’ammontare dei crediti d’imposta complessivamente spettanti alle imprese per un determinato anno risulti superiore alle somme stanziate, il credito d’imposta spettante a ciascuna impresa verrà ridotto proporzionalmente, in base al rapporto tra l’ammontare dei fondi stanziati e l’importo complessivo del credito spettante.

Possono richiedere il credito d’imposta per l’e-commerce di prodotti agricoli le piccole e medie imprese, i consorzi e le cooperative.

Commenta per primo "Credito d’imposta in Agricoltura per l’e-commerce"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.